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21 Novembre 2005

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Sono una ragazza di 22 anni, e vorrei provare seriamente a diventare latto-ovo-vegetariana.

Per un anno e mezzo ho seguito una dieta (diventata oramai uno stile di vita) che mi era stata fornita da un dietologo e che aveva questa struttura:
1) Colazione: latte e 30 grammi di biscotti
2) Pranzo: 60 grammi di pasta o pane, 140 grammi di carne, verdura a volontà  (soprattutto valeriana, rucola e pomodori, di cui sono ghiotta) e un frutto.
3) Merenda: uno yogurt
4) Cena: uguale al pranzo
Olio solo in uno dei due pasti (due cucchiai)
Da circa due mesi ho ridotto la carne a una, massimo due volte alla settimana (inizialmente per motivi salutistici, ma che stanno diventando anche etici), ma dopo che ho donato il sangue (una settimana fa) ho scoperto che il valore delle proteine totali è 8.2, di poco superiore alla norma, mentre tutti gli altri valori sono a posto.
Vorrei sapere quanto mi abbia fatto male mangiare carne due volte al giorno per così tanto tempo.
Ero arrivata a pesare 58 chili per 1,68 di altezza, ma ora sono tornata a 64. So che non è obesità , ma vorrei perdere gradualmente 3-4 chili, giusto per stare meglio con me stessa: ho abbozzato una dieta simile a quella che mi era stata prescritta (anche se spero più salutare):
1) Colazione: thè con 30 grammi di biscotti
2) Pranzo (che spesso faccio fuori casa): verdura a volontà  più legumi (a rotazione fagioli, lenticchie, piselli, fagiolini, soia), una fetta di pane ai cereali, un frutto
3) Merenda: uno yogurt o succo di pomodoro
4) Cena: 60 grammi di pasta, verdura, una fetta di pane e un frutto. Olio: due cucchiai
Uova una-due volte alla settimana, latte quando capita (se presente in dolci o altri cibi).
Le proteine sono troppe? Visti gli ultimi esami del sangue dovrei adottare un regime alimentare che ne preveda un'assunzione minore?
Una dieta di questo genere fornisce il giusto apporto calorico, considerando che da quest'anno faccio aquagym, danza del ventre, yoga e balli del Salento, ognuno una volta alla settimana?
Ora vorrei definitivamente smettere di cibarmi di "tutto ciò che ha occhi", ma la mia famiglia (soprattutto la nonna) utilizza molto la carne per cucinare, e decidere di prendere una strada vegetariana comporterebbe una modifica dell'alimentazione non solo mia, ma anche di quelli che mi stanno intorno (pranzi di Natale con tortellini di carne, lenticchie con soffritto di pancetta, lasagne al ragù...).
Adesso mi sto rendendo conto che l'alimentazione di chi mi sta intorno ha un'alta percentuale di carne, e il problema è che viene utilizzata anche per insaporire i cibi, e per rinunciarvi dovrei saltare il primo o altre portate, dando un dispiacere a chi mi sta intorno, o obbligando il cuoco di turno a prepararmi piatti speciali. E' anche impossibile pensare di far cambiare abitudini alimentari o culinarie ai nonni, legatissimi alle tradizioni e alla cucina regionale, e poco propensi a provare piatti nuovi: la frase ricorrente è "siamo arrivati fino a 82 anni mangiando così, vuol dire che fa bene".
So che "lotte" del genere le avranno fatte quasi tutte le persone che visitano questo sito, quindi vorrei avere qualche consiglio sul comportamento da adottare. [V.G.]


Risposta a cura del dott. LORENZO CENCI, Dietista

Per quanto rigurada la sua dieta "autoprescritta" direi che tutto sommato va bene, supposto che:
- la porzione di legumi (secchi) sia circa di 100 g
- la quantità  di pane consumata durante un pasto sia circa 40 g (per un totale di 80 g al dì)
- quando consuma carne oppure uova lo faccia al posto dei legumi e non della pasta

Verificate queste premesse, al suo regime alimentare farei solo 3 piccole modifiche:
- alternare il pranzo con la cena
- i due cucchiai di olio sono da distribuire durante la giornata, evitando di concentrarli in un pasto unico
- se fa, come mi sembra di aver capito, attività  fisica 3 volte alla settimana, potrebbe aumentare leggermente la quantità  di pasta

Solitamente fornisco consigli sull'alimentazione, mentre per quanto riguarda i consigli sul comportamento da adottare, sono un po' fuori campo.

Un cambiamento trova sempre delle resistenze, perciò non bisogna desistere. Fa bene preoccuparsi per chi le sta intorno, ma si preoccupi anche della sua salute, sovente gli altri ci cambiano e ce ne accorgiamo troppo tardi. Quando non può farne a meno si prepari da mangiare e rifiuti quello che non si sente, la coerenza è una virtù che non si può non apprezzare.




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