Uno dei compiti della società contemporanea è quello di dare ai genitori, attraverso l'informazione dei mezzi di comunicazione, gli strumenti per far crescere i propri figli in salute fisica e mentale.
Per raggiungere questo obiettivo, il fattore principale è sicuramente l'alimentazione: se il cibo è scarso, il bambino crescerà poco; se il cibo è troppo, il bambino crescerà troppo; se il cibo è inquinato, crescerà inquinato; e in tutti e tre i casi si ammalerà.
Da molti anni si sta assistendo, in tutti i Paesi industrializzati, ad un significativo cambiamento della diffusione delle malattie: diminuisce la mortalità causata dalle malattie infettive, mentre aumentano in termini assoluti, le malattie di tipo cronico-degenerativo (malattie cardio-vascolari, gastro-enteriche, renali,polmonari,tumori).
I motivi di questa trasformazione sono legati al cambiamento dei cosėddetti "fattori di rischio" presenti nell'ambiente di vita e di lavoro,(inquinamento ambientale;tempi,ritmi,modalità,spazi di lavoro), o prodotti da particolari abitudini di vita (sedentarietà, abuso di droghe e di alcool, alimentazione incongrua, iperstimolazione sensoriale). Questi fattori di rischio agiscono in modo lento e subdolo provocando modificazioni nel funzionamento degli organi del nostro organismo che ad un certo punto si ammala.
L'alimentazione scorretta, perché squilibrata, carente o eccessiva nei suoi principi nutritivi, rappresenta sicuramente il pių importante fattore di rischio, in termini percentuali, per le malattie croniche, degenerative e infettive. È infatti ormai universalmente riconosciuta la correlazione tra salute ed alimentazione e la possibilità di prevenire le patologie degenerative attraverso un'alimentazione equilibrata.
Negli ultimi quarant'anni i consumi e le abitudini alimentari degli italiani sono profondamente cambiati, perché è cambiata la condizione socio-economica e lo stile di vita del paese: dalla cucina della povertà e dell'indigenza che aveva caratterizzato le generazioni dei secoli passati, si è giunti alla cucina dell'abbondanza e dell'eccesso.
In 40 anni si è passati da un consumo giornaliero medio di 2400 calorie, a pių di 3000 calorie in massima parte assunte attraverso alimenti poco equilibrati: zuccheri semplici, grassi e proteine animali.
L'organizzazione del lavoro e le aumentate esigenze di consumo hanno cambiato le abitudini alimentari delle famiglie: si mangia spesso fuori casa, si è ridotto il tempo della preparazione del cibo, si fa sempre pių uso di prodotti industriali prepararti e conservati, la cena prende il posto del pranzo come momento alimentare principale, la colazione diventa ricca come un pasto principale, la pubblicità sempre interessata al guadagno e mai alla salute del consumatore,prende il sopravvento nelle scelte alimentari.
Numerosi studi epidemiologici hanno ormai chiaramente e inconfutabilmente messo in evidenza che un'alimentazione incongrua, rappresenta la causa principale delle malattie moderne.
In Italia sono emerse in modo chiaro le discrepanze esistenti fra i fabbisogni di nutrienti e i livelli di sicurezza degli stessi, raccomandati dall'Istituto Nazionale della Nutrizione e dall'O.M.S.,e i reali consumi alimentari della popolazione.
Gli errori pių frequenti presenti nella nostra alimentazione sono i seguenti:
In questa situazione un momento fondamentale è sicuramente il primo anno di vita che può condizionare la vita futura del bambino sia per quanto riguarda la sua salute fisica che per il suo sviluppo psico-affettivo.
Nel primo anno di vita si verificano due eventi di grande importanza: l'ALLATTAMENTO e lo SVEZZAMENTO
"Da quando Lucy camminava, accompagnata da altri ominidi, in una valletta dell'Etiopia, son passati tre milioni e mezzo di anni. La vita sociale e le abitudini di Lucy ci sono completamente sconosciute; ma di una cosa possiamo essere assolutamente sicuri: per i suoi figli, nel primo anno di vita e probabilmente anche nel secondo, l'alimento base era il latte che le sue mammelle erano in grado di fornire". Da allora un unico denominatore comune ha caratterizzato la vita dell'uomo: l'allattamento al seno, come unica modalità alimentare, capace in ogni tempo e luogo, di permettere la crescita e lo sviluppo dell'uomo. Da allora, ma non fino ad oggi, perché a metà del secolo scorso la rivoluzione industriale provocò in Europa una rivoluzione in campo alimentare con effetti ancora maggiori: l'adozione del latte di mucca in sostituzione del latte di donna con gravissime conseguenze sulla salute e sulla vita dei neonati. A determinare tale evento furono l'urbanizzazione e il crescente numero di donne che dalle campagne andavano a lavorare in fabbrica.
Ora l'allattamento sta tornando di moda e sempre pių numerose sono le donne che allattano i loro figli fino ai 12 mesi e oltre; ma lo svezzamento continua a destare dubbi e controversie anche tra gli addetti ai lavori sia per quanto riguarda il momento che per le modalità di introduzione dei cibi. Per dare una risposta ai quesiti "QUANDO" "COME" e "CHE COSA" è necessario conoscere la fisiologia dell'accrescimento del bambino e le sue necessità nutrizionali e psico-affettive.
Sappiamo che il cucciolo del mammifero homo
Tutto ciò ci induce a pensare che le necessità nutrizionali debbano variare in rapporto al momento in cui si trova il bambino.
NEL PRIMO ANNO DI VITA sappiamo che il cibo pių importante è il LATTE MATERNO Il momento dello svezzamento è assolutamente individuale e va determinato in base alle esigenze e alle caratteristiche del bambino: possiamo dire indicativamente tra i 6 e i 12 mesi : alcuni lattanti vorranno assaggiare e mettere in bocca di tutto e mangiare nel piatto dei genitori, altri arriveranno all'anno sazi solo del latte della mamma. Per i pių curiosi è meglio attendere i sei mesi per evitare rischi di allergie o intolleranze pių frequenti se si introducono cibi diversi dal latte prima dei sei mesi: l'intestino non è ancora pronto, le sue difese immunitarie non adeguate, gli enzimi insufficienti.
Una regola da tenere presente è quella di scegliere un periodo in cui il bambino stia bene, fisicamente e psicologicamente, lontano da elementi e momenti che possano essere di disturbo: cambiamenti di ambiente, vaccinazioni, ritorno della madre al lavoro. È anche importante che il momento in cui si inizia lo svezzamento, la madre sia tranquilla e disponibile ad affrontare i problemi che si presenteranno con le pappe
Seguendo il principio che nel primo anno l'intestino del bambino è adatto ad assumere per lo pių latte, dobbiamo pensare che tutti gli altri cibi dovranno essere elaborati perché possano essere ben digeriti e adeguatamente assimilati. Inoltre è estremamente importante che i prodotti usati nell'alimentazione dei bambini-lattanti derivino da COLTIVAZIONE BIOLOGICA, esenti da sostanze chimiche aggiunte.
Dopo i primi due - tre anni di vita l'alimentazione del bambino diventa pių libera anche perché spesso coincide con l'ingresso alla scuola materna. Questa maggior libertà alimentare coincide di solito con l'introduzione, in dosi sempre pių massicce, del cosiddetto "cibo spazzatura" o "cibo televisivo" (cibo dannoso alla salute, che privilegia l'aspetto esteriore, il colore e la palatabilità ed è ingannevolmente pubblicizzato in televisione nei programmi dedicati ai bambini) concesso con scarso controllo da genitori ben consapevoli della dannosità di tale cibo, ma assenti e quindi con sensi di colpa tali da compensare tale assenza con regali spesso inutili, cibo "affettivo" e televisione.
Proprio per equilibrare una alimentazione familiare spesso disattenta, squilibrata e dannosa per la salute del bambino è di fondamentale importanza che almeno nelle mense scolastiche ci siano cibi di coltivazione biologica proposti in modo vario ed equilibrato. Ritengo che uno dei compiti pių importanti delle scuole dovrebbe essere l'educazione e l'istruzione nutrizionale al fine di formare una popolazione adulta consapevole che la salute fisica e mentale passa obbligatoriamente anche attraverso il cibo.
Da 0 a 6 mesi: Latte materno esclusivo
Dal 6°-7° mese: inizio dello svezzamento con introduzione di frutta, cereali, verdure
Da 6 a 12 mesi: Latte materno a richiesta con aggiunta di una o due pasti a base di frutta, cereali e verdure.
Da 12 a 24 mesi: Latte materno a richiesta
Il cibo animale (carne, pesce. uova, formaggio) non è necessario nel primo anno di vita, se il bambino è allattato al seno e presenta una crescita adeguata. La sua introduzione comporta una eccessiva assunzione di nutrienti (in particolare proteine e grassi e sale) che facilita l'insorgenza di allergie, di malattie infiammatorie, di obesità e sovraccarico renale.
L'introduzione di latte vaccino e di formaggi stagionati è da sconsigliare in ogni caso per la presenza di una quota proteica troppo elevata e altamente allergizzante, per una quota di calcio troppo elevata che essendo associata a proteine animali aumenta la calciuria (perdita di calcio con l'urina) e ne riduce la fissazione al tessuto osseo. Inoltre la componente lipidica del latte vaccino e dei latticini non è conforme alle esigenze nutrizionali del lattante dal punto di vista qualitativo.
Pertanto l'assunzione di latte vaccino e formaggi deve essere saltuaria, di consumo voluttuario o di "emergenza": non è consigliabile farla rientrare nella alimentazione quotidiana di un bambino nei primi due - tre anni di vita.
PRINCIPI DELL'ALIMENTAZIONE NATURALE FISIOLOGICA PER L'INFANZIA | |
| 1 | ALLATTAMENTO AL SENO PROLUNGATO FINO A DUE-TRE ANNI |
| 2 | DIVEZZAMENTO GRADUALE DA INIZIARE NON PRIMA DEI 6 - 7 MESI |
| 3 | INTRODUZIONE DI PROTEINE LIMITATA SECONDO LE INDICAZIONI DEI L.A.R.N. (Livelli di Assunzione Raccomandata dei Nutrienti dell'Istituto Nazionale della Nutrizione) |
| 4 | EQUILIBRATA SUDDIVISIONE TRA PROTEINE DI ORIGINE ANIMALE E VEGETALE |
| 5 | ELIMINAZIONE DI LATTE VACCINO E FORMAGGI DALLA DIETA NEI PRIMI 2 - 3 ANNI E INTRODUZIONE SALTUARIA E VOLUTTUARIA IN SEGUITO |
| 6 | ELIMINAZIONE DI SACCAROSIO E DOLCIFICANTI NEI PRIMI 2 - 3 ANNI |
| 7 | DOPO IL PERIODO DELL' ALLATTAMENTO, PRIVILEGIARE IL CIBO DI ORIGINE VEGETALE DI COLTIVAZIONE BIOLOGICA : cereali, frutta, verdura, legumi. |
| 8 | DOPO I 3 - 4 ANNI, INSERIRE NELLA DIETA UNA QUOTA DI FIBRA ALIMENTARE ADEGUATA (10 gr al dė), UTILIZZANDO CEREALI SEMIINTEGRALI. |
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