In base al D.P.R. 24/7/1977 n.616, permangono in capo agli enti locali le
funzioni amministrative inerenti i servizi di assistenza scolastica.
Inoltre, in base al D.P.R. 8/3/1997 n.275, le
istituzioni scolastiche "singolarmente, collegate in rete o tra loro
consorziate, realizzano ampliamenti dell'offerta formativa che tengano conto
delle esigenze del contesto culturale, sociale ed economico delle realtà
locali. I predetti ampliamenti consistono in ogni iniziativa coerente con le
proprie finalità, in favore dei propri alunni, e coordinandosi con le
eventuali iniziative promosse dagli Enti Locali in favore della popolazione
giovanile e degli adulti".
Richiamandosi a queste premesse, in data 12/9/2000 è stato siglato un
"Protocollo d'intesa tra Ministero della Pubblica Istruzione e l'Unione
Province d'Italia, l'Associazione Nazionale Comuni d'Italia, l'Unione
Nazionale Comunità e Enti Montani, le Organizzazioni Sindacali Cgil, Cisl,
Uil e Snals" , ove, all'art.2 lett.A), si prevede espressamente che è
competenza delle mense scolastiche "la comunicazione giornaliera all'ente
obbligato del numero e della tipologia dei pasti necessari, secondo le
modalità organizzative concordate in sede locale".
Pertanto, è la mensa scolastica che individua e decide la tipologia dei pasti.
In alcuni Comuni (mi risulta per conoscenza diretta, ad esempio, in Comuni del Trentino)
gli Organi rappresentativi dei genitori hanno raggiunto intese con gli Istituti Scolastici,
affinchè la mensa preveda pasti nutrizionalmente completi anche per i vegetariani.
Da quello che so, si è trattato di intese raggiunte senza particolari formalità
e senza particolari difficoltà, nell'ambito di quell'attività di integrazione-cooperazione
tra famiglie e Istituzioni, e tenuto conto che la tipologia del pasto vegetariano non comporta
sensibili diversificazioni di costi.
Qualora non si riuscisse a raggiungere l'intesa in modo consensuale, per resistenze vuoi dagli
altri genitori, vuoi da parte della Scuola, suggerisco di inoltrare una richiesta formale alla
Scuola e, per conoscenza, al Comune nella persona del Sindaco, all'Assessorato Pubblica Istruzione
e Assessorato Politiche Sociali, alla Regione e al Ministero della Sanità, motivando la
richiesta con un richiamo al diritto alla salute (art.32 Costituzione) e al diritto alla
non discriminazione (art.3 Costituzione). In caso di mancata risposta o di risposta negativa,
ritengo possibile un ricorso amministrativo (unito ad un bell'articolo di stampa); ricorso che,
ovviamente, dipende dalla motivazione addotta.
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Spett.le.........
In qualità di genitori del minore ......., iscritto all'anno scolastico ... presso l' Istituto..., chiediamo che sia garantita la possibilità per nostro figlio di consumare presso la mensa scolastica pasti vegetariani, nutrizionalmente completi e dietologicamente equilibrati. Ciò, nel rispetto del diritto alla salute, garantito dall'art.32 Costituzione, e del diritto alla non discriminazione, sancito dall'art.3 della Costituzione. Distinti saluti ..... |
Riportiamo qui anche un fac-simile di richiesta più dettagliato che ci ha gentilmente fornito un lettore della provincia di Milano, sulla base della sua esperienza personale.
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A:
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Riportiamo infine una versione che è stata usata per una richiesta in un asilo nido.
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AL SINDACO DEL COMUNE DI xxx ALL'ASSESSORE ALL'AMBIENTE E ALL'AGRICOLTURA CON DELEGA ALLE MENSE ALLA RESPONSABILE DEI SERVIZI EDUCATIVI PER LA PRIMA INFANZIA Oggetto: richiesta per menù vegetariano - asilo nido xxx.
Noi sottoscritti, xxx e xxx, residenti in xxx, genitori del minore xxx,
La nostra richiesta nasce dalla constatazione che nel menù propostoci dall'Asilo non è presente nessuna alternativa all'alimentazione carnea, quando invece sappiamo che in vari Comuni, anche non lontani da quello di xxx, ai bimbi degli asili nido è offerta la possibilità di un menù vegetariano. Riteniamo che il diritto di non cibarsi di alimenti provenienti dall'uccisione di animali non umani, quindi di escludere dalla propria alimentazione carne, pesce e loro derivati, debba essere garantito non solo per motivazioni religiose o salutistiche ma anche di carattere etico, legate alla scelta consapevole di non basare la crescita dei propri figli sullo sfruttamento e la morte di esseri senzienti, che hanno la sola sfortuna di non appartenere alla nostra specie o a specie, come il cane ed il gatto, che nessuno qui in Italia si sognerebbe mai di trasformare in cibo. Quanto da noi richiesto, a nostro avviso, assicura a nostro figlio in primo luogo il diritto alla salute (art. 32 della Costituzione), come anche il diritto a non essere discriminato (art. 3 della Costituzione); inoltre, la certezza di poter consumare pasti vegetariani rappresenta, secondo noi, anche un modo di rispettare le opinioni e le scelte dei singoli (art. 2 ed art. 21 della Costituzione). Prevedere nel menù degli asili nido, come anche nelle scuole di ogni ordine e grado, la scelta vegetariana ha, indubbiamente, anche una grande valenza educativa sia per i bambini che per le loro famiglie, fondata sul rifiuto consapevole di trasmettere ai propri figli valori contraddittori e incoerenti come, da un lato, il rispetto generalizzato per tutte le forme di vita e, dall'altro, lo sfruttamento e l'uccisione di altri animali per ragioni legate a falsi bisogni alimentari ed alla tradizione più cieca in termini scientifici ed etici. E' importante, infine, ricordare che la dieta vegetariana, e ancor più quella vegana, hanno un impatto ambientale molto ridotto rispetto a quello provocato dalla dieta carnea (rapporto FAO 2006) e garantiscono così a livello planetario più cibo per tutti con minor consumo di risorse. Concludiamo fornendo alcuni riferimenti per una maggior informazione sulla scelta vegetariana.
www.scienzavegetariana.it - Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana;
Restiamo in attesa di una Vostra sollecita risposta alla nostra richiesta e rimaniamo a disposizione per un eventuale colloquio. Distinti saluti. |