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Traduzione a cura di Serena Corallini e Luciana Baroni --
(testo originale in inglese)
Fonte: www.andrews.edu/NUFS/functionalfoods.html IVD Vol 7, n. 3, Spring 1998, pag 5-6 |
Il Vegetarian Nutrition Dietetic Practice Group, che fa
parte dell'American Dietetic Association, comprende
circa 1700 membri sparsi in tutto il mondo. Ulteriori informazioni
si possono ottenere contattando la Presidente (brendadavis@home.com) o la
Segretaria, Kristine Duncan (duncveggies@earthlink.net).
Il Gruppo pubblica trimestralmente una newsletter dal titolo Vegetarian Nutrition Update.
Una scelta di articoli comparsi nella newsletter è disponibile nel sito del Dipartimento di
Nutrizione dell'Università di Andrews:
http://www.andrews.edu/NUFS/vndpg.html.
Implicito nella diffusione dei cibi funzionali è il concetto di "cibo come medicina", un'intuizione che risale ad Ippocrate. Il concetto di cibi funzionali è relativamente recente negli Stati Uniti, ma altri Paesi come Giappone, Corea e Cina ritengono da tempo che certi cibi procurino benefici per la salute. Forti interessi di mercato stanno ora alimentando l'attenzione verso i cibi funzionali negli Stati Uniti:
Contrariamente alle aspettative dei dietologi, i consumatori sono molto sensibili all'idea di cibi che migliorino la salute e sono interessati a saperne di più su questi cibi e su come possano procurare benefici a lungo termine sullo stato di salute. Ricerche condotte dal Dr. Childs e presentate alla conferenza NUTRACON '96 a Nashville, Tennessee, nel Luglio 1996, hanno concluso che il 55% dei consumatori ritiene che il cibo od i prodotti alimentari possano aiutare a ridurre il rischio di malattie degenerative. Gruppi di studio specializzati condotti dall'International Food Information Council (IFIC) nel Giugno 1996 hanno concluso che i consumatori vedono i cibi funzionali come la naturale evoluzione dei cibi tradizionali che hanno sempre utilizzato.
Dietologi e altri professionisti della salute, comunque, hanno mostrato avere aspettative molto diverse riguardo alla reazione dei consumatori nei confronti dei cibi funzionali. I professionisti si aspettavano che i consumatori cercassero "la via d'uscita più facile" e fossero più interessati a pillole che potessero dare benefici per la salute, piuttosto che studiare qualcosa sui cibi in grado di procurare tali benefici. Al contrario, i consumatori erano abbastanza ben disposti all'idea di arricchire la rosa dei cibi familiari con altri prodotti salutari.
C'è chiaramente una differenza tra le aspettative sui cibi funzionali del mondo occidentale e quelle del mondo orientale. In Occidente i cibi funzionali sono visti come una rivoluzione e rappresentano un settore dell'industria alimentare in rapida crescita. Compagnie alimentari, farmaceutiche e chimiche e catene di negozi, partendo da una ricerca "dal basso" e dagli sforzi per promuoverla, sono tutte impegnate ad introdurre i cibi funzionali sul mercato.
In Oriente, invece, i cibi funzionali fanno parte da secoli della cultura di questi Paesi. Nella Medicina Tradizionale Cinese, cibi dotati di effetti curativi sono descritti già dal 1000 AC. Sin dall'antichità, i Cinesi hanno compreso che i cibi hanno effetti sia preventivi che terapeutici e che sono parte integrante della salute, un punto di vista che ora sta ottenendo crescenti consensi in tutto il mondo.
Il numero di cibi funzionali è potenzialmente molto ampio e comprende cibi naturali, derivati di questi cibi aggiunti ad altri cibi o proposti come supplementi dietetici, e componenti alimentari di sintesi.
Esempi di alcuni cibi funzionali o di derivati di cibi funzionali che già esistono sono: frutta e verdura di tutte le varietà, tè nero e verde, succo di mirtillo, aglio e cipolla, funghi commestibili, latticini arricchiti con fermenti, allilsolfati, antiossidanti, capsacina, flavonoidi, fruttosio ed altri oligosaccaridi, genistein, glucosamina, glicirrizina, indoli, luteina, lycopene, frazione D dei funghi maitake, polifenoli, resveratrolo, sulforafano.
Molti ricercatori nell'ambito dei cibi funzionali concordano nel ritenere che ogni cibo classificato come "funzionale" e con supposti specifici benefici sulla salute dovrebbe essere sottoposto a validazione scientifica prima che ne sia autorizzata la propaganda in termini di benefici specifici per la salute. In Paesi con una ricca tradizione culturale concernente i benefici per la salute di vari cibi e di loro componenti, molti cibi sono associati a specifiche propagande salutistiche, ma non sempre possiedono una documentazione scientifica che possa affiancare l'esperienza di lunga data con questi cibi.
Negli Stati Uniti, il Nutrition Labeling and Education Act del 1990 permette, per la prima volta, indicazioni salutistiche o di prevenzione di malattia sull'etichetta di un cibo. In questo contesto, la Food and Drug Administration (FDA) richiede che le indicazioni salutistiche siano supportate da solide ricerche e che siano approvate dalla FDA stessa. Ad oggi, solo un limitato numero di indicazioni è stato approvato, e probabilmente siamo lontani parecchi anni dal poter avere a disposizione le necessarie ricerche che sostengano o smentiscano i supposti benefici salutistici dei cibi funzionali.
Nel frattempo, i risultati di molti Studi in corso saranno pubblicati non solo nelle riviste scientifiche, ma probabilmente anche nella prima pagina dei giornali nazionali. I consumatori sono impazienti di agire sulla base di questi dati. I professionisti della nutrizione dovrebbero continuare a raccomandare una dieta variata, basata sul consumo di vegetali, bilanciata, e seguire gli Studi concernenti cibi specifici e loro componenti, sia come trattamento che come terapia preventiva di determinate malattie.
In aggiunta alla normale presunzione che ogni tipo di cibo o ingrediente sia sicuro da assumere, i cibi funzionali hanno un'ulteriore pretesa di sicurezza legata alla novità dei materiali grezzi utilizzati, dei processi seguiti per produrre il cibo e del potenziale uso nella dieta. Ad esempio, è molto probabile che molti componenti alimentari, già presenti in un dato cibo, confermeranno di possedere potenziali benefici sulla salute e saranno in futuro usati in modo nuovo nella dieta; ne conseguirebbe un possibile aumento dell'assunzione giornaliera di questi cibi o l'uso degli stessi in gruppi di soggetti a rischio che attualmente non usano molto questi cibi ed i loro componenti. La valutazione della sicurezza deve quindi prendere in considerazione anche le conseguenze di un'aumentata assunzione in gruppi di soggetti di varie età e l'infermità e chiedersi se un uso maggiore possa portare a un'aumentata esposizione a componenti potenzialmente dannose, come le tossine naturali od i pesticidi.
Quando un cibo funzionale contiene nuovi ingredienti o è prodotto con nuovi procedimenti, diventa particolarmente importante che ne vengano accertate la sicurezza e la tollerabilità. Con i cibi tradizionali, la sicurezza deriva da una lunga storia di assunzione senza conseguenze da parte di molte popolazioni per un certo numero di generazioni. Queste notizie mancano per gli ingredienti nuovi ed i nuovi procedimenti e una valutazione di sicurezza è richiesta prima che questi cibi vengano accettati come alimento alternativo.
I cibi funzionali si collocano a metà strada tra cibo e farmaci. Non esiste disposizione nelle nostre attuali regole alimentari per cibi destinati ad essere consumati per prevenire malattie. Per come stanno le cose, i supplementi dietetici saranno venduti nel rispetto del Dietary Supplement Health and Education Act ed i cibi saranno venduti nel rispetto delle norme dettate dal Nutrition Labeling and Education Act.
Il concetto di "equivalenza sostanziale" è stato sviluppato come approccio pratico per la valutazione della sicurezza di cibi che contengano o siano prodotti a partire da organismi geneticamente modificati. Questo approccio richiede che il nuovo cibo sia sostanzialmente equivalente o sufficientemente simile al suo analogo tradizionale. Questo concetto non era stato concepito per essere applicato anche ad altri tipi di nuovi cibi ma sembra essere sempre più usato da vari organismi di controllo. L'idea è che, focalizzandosi su ciò che è differente tra un cibo nuovo e uno tradizionale, la valutazione di sicurezza può raggiungere lo zero nella differenza e quindi limitare la spesa ed il tempo richiesti per la valutazione. Un comitato tecnico dell'International Life Sciences Institute-Europe ha stabilito tre classi differenti di equivalenza e ha fissato delle linee guida per la valutazione di sicurezza di nuovi cibi:
Per stabilire l'appropriata classe di equivalenza è necessario raccogliere un ampio contesto di informazioni sul cibo, che spazia dalla materia prima grezza e le sue origini ai metodi di produzione ed al potenziale uso del nuovo cibo. I cibi della Classe I non devono essere soggetti a controlli di sicurezza. I cibi della Classe II devono esserlo, ma gli accertamenti sono rivolti a stabilire le differenze tra questi e il cibo od ingrediente tradizionale, ed i cibi della Classe III devono essere soggetti a rigorose valutazioni di sicurezza caso per caso.
Supponendo che il cibo od ingrediente superi le rigorose valutazioni di sicurezza, ogni propaganda salutistica dovrà essere soggetta ugualmente a valutazione scientifica, che potrebbe richiedere anni. Nel frattempo, i consumatori diventeranno sempre più interessati all'uso dei cibi funzionali, ed è auspicabile essere sempre all'apice dei progressi in quest'area.
Poiché i consumatori nel mondo stanno diventando più consapevoli dei problemi della salute, la richiesta di cibi e loro ingredienti salutari è destinata a crescere. Si presume che il mercato per tali cibi diventerà molto vasto. Prima che il pieno potenziale di mercato possa venir realizzato, però, i consumatori dovranno essere garantiti della sicurezza ed efficacia dei cibi funzionali. Studi scientifici attuali e futuri dovranno comprovare questa sicurezza ed ispirare fiducia nei confronti dei cibi funzionali nella mente dei consumatori di tutto il mondo.
Cibi designer: termine coniato nel 1989 dal National Cancer Institute per descrivere cibi che naturalmente contengono o sono arricchiti da sostanze che prevengono il cancro, come i fitochimici.
Cibi funzionali: definiti dall'Insitute of Medicine of the US National Academy of Sciences come cibi che comprendono prodotti potenzialmente benefici per la salute, incluso ogni tipo di cibo o ingrediente di cibo modificato e che possa offrire benefici alla salute oltre alle proprietà nutritive che veicola.
Cibi medici: speciali cibi della dieta da usare esclusivamente sotto controllo medico per sopperire a richieste nutrizionali in specifiche condizioni mediche. Nonostante esista una classificazione legale di cibi da parte della FDA, tecnicamente limitata a formulazioni enterali utilizzate per la nutrizione di pazienti ospedalizzati e soggetti affetti da malattie rare, più recenti derivazioni di queste formule hanno iniziato ad essere vendute al pubblico, soprattutto agli anziani, come fonte di nutrimento supplementare.
Cibi nuovi: cibi od ingredienti di cibi non utilizzati in termini significativi per consumo umano o prodotti con procedimenti che comportano una significativa modificazione nella loro composizione o valore nutrizionale od utilizzo previsto.
Nutraceutici: termine reso popolare dalla Foundation for Innovation in Medicine che si riferisce ad "ogni sostanza che possa essere considerata cibo o parte di cibo e fornisca benefici medici o per la salute, inclusi la prevenzione e il trattamento delle malattie".
Fitochimici/Fitonutrienti: componenti di origine vegetale che hanno proprietà benefiche per la salute; in origine questo termine era limitato a sostanze trovate in frutta e vegetali commestibili e che sembravano fornire protezione contro il cancro. Ora il termine è più ampio e si applica ad ogni componente vegetale che possieda effetti benefici per la salute.
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