Traduzione a cura di Silvia Croci e Luciana Baroni.
Articolo originale del PCRM (può essere stato variato rispetto alla data di questa traduzione): Research on the Major Killers of Americans

La Ricerca medica si trova ad un punto cruciale. I vecchi metodi sperimentali non sono in grado di risolvere il problema creato dalle principali malattie responsabili di morte. Allo scopo di cercare di vincere le principali patologie, i Ricercatori stanno rivolgendo la loro attenzione alle nuove tecnologie, mentre i Medici sono costretti ad imparare nuovi approcci clinici.

Cardiopatia: il killer numero uno

Il maggior contributo alla comprensione della cardiopatia è stata la scoperta che questa malattia può essere praticamente eliminata attraverso il controllo tre fattori: il Colesterolo, il Fumo e la Pressione Arteriosa. Questo straordinario risultato deriva da Studi molto accurati condotti sull'uomo.

A partire dalla fine degli anni '40, a Framingham, cittadina del Massachusetts, migliaia di individui appartenenti a due generazioni sono stati studiati con attenzione per individuare i fattori responsabili di cardiopatia. Il Framingham Heart Study ha rivelato che se i livelli di Colesterolo rimangono al di sotto dei 150 (mg/dl) è estremamente improbabile che si verifichi un infarto miocardico. Ogni punto percentuale di aumento dei livelli di Colesterolo comporterebbe un aumento percentuale di circa il 2% del rischio (coronarico, NdT). Altri Studi come il Lipid Research Clinic's Trial e il Multiple Risk Factor Intervention Trial hanno confermato l'importanza mantenere controllati i livelli di Colesterolo.

Il Dr. Dean Ornish, M.D. dell'Università di California, San Francisco, ha dimostrato che se i pazienti affetti da grave coronaropatia adottano una dieta vegetariana povera di grassi, smettono di fumare, riducono i fattori di stress e svolgono giornalmente un'attività fisica moderata, le placche nelle loro arterie iniziano gradualmente a regredire.

I by-pass arteriosi coronarici ed i trapianti di cuore, pur utili in alcuni pazienti, non sono in grado di sostituire l'efficacia delle misure igieniche riguardanti l'alimentazione ed altre modificazioni dello stile di vita. I by-pass e gli organi trapiantati possono pure diventare oggetto di lesioni arteriosclerotiche aggressive se non viene adottato uno stile dietetico molto rigido. Sicuramente, la miglior strategia in campo medico è quella di rivolgersi a tali provvedimenti finchè il paziente è ancora sano (c.d. Prevenzione Primaria, NdT).

Sono auspicabili ulteriori Ricerche: sono necessari in modo particolare Studi comportamentali sull'uomo per trovare come sia possibile aiutare la gente a modificare inveterate abitudini di vita relativamente a fumo ed alimentazione. Sono inoltre di fondamentale importanza Studi economici e politici che permettano di convertire la produzione industriale di tabacco e di bestiame, dirottandola verso la produzione di cereali, legumi e verdura.

Cancro: il killer numero due

Nel 1971 il presidente Nixon dichiarava la nuova, aggressiva "Guerra al Cancro". Nonostante tutti gli sforzi, il tasso di mortalità riferibile al Cancro continua a crescere.

Una tecnica standard utilizzata per la ricerca di nuovi farmaci antitumorali consiste nel somministrare le sostanze da sperimentare a topi di laboratorio affetti da leucemia. Si tratta di una procedura lenta e costosa. Questa metodica ha permesso la scoperta di pochi agenti chemioterapici efficaci a fronte di una spesa di milioni di dollari e della morte di non meno di un milione di animali ogni anno.

Una nuova metodica, messa a punto da Michael Boyd, Robert Shoemaker ed altri Ricercatori presso il National Cancer Institute, testa i farmaci oggetto di studio su cellule tumorali umane (isolate, NdT) [1]. La capacità di una sostanza di sopprimere le cellule tumorali viene testata all'interno di un sistema automatizzato, dove i dati ottenuti vengono elaborati da un computer. Farmaci già presi in esame e che potrebbero essere stati scartati con il sistema di studio sul topo, potrebbero rivelarsi efficaci quando valutati con il nuovo metodo di esame che utilizza cellule umane.

Invece di accanirsi, spesso con risultati fallimentari, per cercare di curare la malattia tumorale, una vasta mole di dati oggi supporta la possibilità di prevenire questa malattia. Secondo le stime del National Cancer Institute, ben l'80% dei casi di cancro potrebbero essere prevenuti.

Il 30% dei casi di tumore è causato dal tabacco. L'astensione dal fumo riduce moltissimo la probabilità di contrarre il cancro del polmone. Almeno il 35% dei casi di cancro è riconducibile a fattori alimentari.

Nel 1982 il National Research Council ha pubblicato uno Studio intitolato Diet, Nutrition, and Cancer (Dieta, Alimentazione e Cancro, NdT) [2], che dimostra come la dieta sia probabilmente il fattore di rischio indipendente più importante nell'epidemiologia del cancro. Da allora sono stati individuati molti fattori di rischio alimentari specifici implicati nella genesi di vari tipi di cancro. I cibi ricchi di grassi ed olii aumentano il rischio di cancro a carico degli organi appartenenti al sistema digerente (es. colon, retto) e degli organi bersaglio degli ormoni sessuali (es. mammella, prostata) [3].

Inoltre, i costituenti di alcuni alimenti risultano protettivi nei confronti del cancro. Le fibre alimentari, presenti principalmente nei cereali e nei legumi integrali, aiutano a prevenire il cancro di colon e retto. Le fibre sembrano inoltre ridurre il rischio di cancro della mammella, probabilmente attraverso la riduzione dei livelli di Colesterolo ed ormoni sessuali. Parecchie Vitamine hanno dimostrato di possedere attività protettive nei confronti dei tumori: il beta-carotene (la forma in cui la Vitamina A è presente nella verdura e nella frutta verde scuro e gialla) le Vitamine C e E, ed il Selenio (un oligoelemento) possono contribuire alla prevenzione del cancro.

Una misura fondamentale nella prevenzione del cancro alla pelle consiste nell'evitare prolungate esposizioni alla luce solare. Inoltre, il Radon, un gas radioattivo naturale che viene emesso da alcune rocce sotterranee e risale fino ai serbatoi d'acqua sotterranei, è stato implicato in alcuni tipi di cancro. Migliori sistemi di ventilazione possono evitare che il Radon si accumuli in aree chiuse.

La prevenzione è la luce in fondo al tunnel imboccato da tutte le persone alla ricerca di un modo per arginare la diffusione del cancro. Eliminare i fattori di rischio di tumore e introdurre nella dieta alimenti che aumentano le difese del nostro organismo nei confronti di questa malattia costituiscono misure che permettono con buona probabilità di controllare il rischio di contrarre questa malattia.

Fattori di rischio Percentuali stimate di casi di cancro ad essi associati*
Dieta 35-60%
Tabacco 30%
Alcool 3%
Radiazioni 3%
Inquinamento ambientale 1-5%
Farmaci 2%

* Questi dati sono stime approssimative basate su dati forniti da: Cancer Rates and Risks, National Cancer Institute (Washington, DC: 1985), e R. Doll e R. Peto, Journal of the National Cancer Institute 1981;66(6):1191-1308. Altri fattori, non inclusi in questa tabella, possono giocare un ruolo significativo in certe forme di cancro. Le differenti categorie possono sovrapporsi. Per esempio, sia il tabacco che l'alcool contribuiscono al cancro all'esofago.

Test su cellule per la valutazione della carcinogenicità di sostanze chimiche

Mentre gli scomodi e costosi test su animali necessitano di anni per fornire una risposta sulla potenziale dannosità di sostanze chimiche, test rapidi non condotti su animali sono in grado di fornire risultati nell'arco di ore o giorni. Il test di Ames, il più noto di questi, utilizza metodi batteriologici che sono significativamente meno costosi e più veloci dei test sugli animali. Il test valuta se la sostanza in esame è in grado di provocare danni genetici sul batterio Salmonella. Se questo si verifica, è molto probabile che la sostanza sia cancerogena. Un testo sul cancro afferma: "La progressiva diffusione sulla scena del test di Ames sulla mutazione della Salmonella, culminato nella sua versione definitiva del 1975, ha senza dubbio determinato un grosso cambiamento nell'approccio alla carcinogenesi. Esso costituisce un radicale salto di qualità nei nostri progressi verso la comprensione di questo difficile settore " [4].

Ictus cerebrale; il killer numero tre

Nell'Ictus, una parte del cervello viene distrutta, con conseguente paralisi motoria, perdita della funzione sensitiva e frequentemente morte. Studi clinici ed epidemiologici hanno individuato le cause dell'Ictus e le misure di prevenzione. Appare ormai chiaro come gli stessi fattori di rischio di cardiopatia (ischemica, NdT) -Ipertensione, elevati livelli ematici di Colesterolo e Fumo- possono essere causa anche di Ictus cerebrale. L'Ictus può quindi essere prevenuto con il controllo di questi fattori. Per ridurne l'incidenza è fondamentale mettere in atto misure adeguate per aiutare la popolazione a modificare le proprie abitudini alimentari e smettere di fumare.

References

  1. Boyd MR, Shoemaker RH Thoracic Oncology, WB Saunders 1986;ch. 51.
  2. National Research Council Diet, Nutrition and Cancer, Washington 1982; National Academy Press.
  3. Armstrong B Doll R Environmental factors and cancer incidence and mortality in different countries with special reference to dietary practices, Int J Cancer 1975 Apr;15(4):617-31.
  4. Bridges BA Environmental Carcinogenesis, Emmelot P, Kriek E eds:319.

Published Online: 18 May 2001 (ultima revisione 2015) -- Copyright © by SSNV / All rights reserved.