dr. Allan Whitnell

Articolo di Lifeline, vol 17:3-18:1, pp 50-53, la cui traduzione italiana è pubblicata su "Decidi di stare bene", di L. Baroni e H. Diehl, edizioni Sonda 2004. Si ringrazia l'editore Sonda per la gentile concessione.

Nel 1989, all'età di 65 anni, improvvisamente iniziai a soffrire di angina pectoris: l'angiografia mostrò rilevanti ostruzioni a due delle principali arterie coronarie. Per alleviare il dolore, il cardiologo mi prescrisse della Nifedipina ed un farmaco a base di Nitroglicerina. Ho continuato ad assumere complessivamente dieci di queste pastiglie tutti i giorni finché non incontrai un paziente coronaropatico che mi disse d'essere riuscito ad arrestare il dolore provocato dall'angina nell'arco di poche settimane seguendo il programma di dieta ed esercizio fisico proposto dal metodo Pritikin.

Nathan Pritikin

A Nathan Pritikin stesso venne diagnosticata, all'età di 42 anni, una patologia delle arterie coronarie con insufficienza coronarica. Con livelli ematici di colesterolo superiori ai 300 mg%, i medici che l'avevano in cura gli dissero che si trattava di un "problema genetico", che doveva "stare calmo" e "prepararsi all'inevitabile".

Lui invece decise di documentarsi studiando la letteratura medica sull'argomento e così fece alcune interessanti scoperte, trovando che:

1. Le patologie coronariche si manifestano solo tra le popolazioni con livelli di colesterolo superiori ai 160 mg%.

2. Durante la Seconda Guerra Mondiale, l'incidenza della CAD nei Paesi industrializzati dell'Europa registrò un drastico calo, apparentemente dovuto al passaggio ad una dieta più semplice, quasi spartana.

3. Gli studi autoptici condotti in Europa rivelarono una regressione della placca arteriosclerotica durante la Guerra e nel periodo postbellico. Si notò, tuttavia, la ricomparsa di placche all'incirca 15 anni più tardi, con il progressivo diffondersi in molti Paesi Europei del tipico stile di vita ricco Americano (sigarette, automobili ed alimentazione ricca).

Da quando iniziò i suoi personali esperimenti dietetici ed adottò una dieta più semplice, a base di cibi mangiati "come colti", adattata al gusto Americano (vedi tabella), Nathan Pritikin riuscì a far scendere i propri livelli di colesterolo a 130 mg%, ed il dolore anginoso si ridusse gradualmente sino a sparire.

Il Centro per la Longevità di Pritikin

Man mano che anche amici e parenti cominciarono ad apportare analoghi cambiamenti al proprio stile di vita, Nathan Pritikin ricevette conferme che non solo l'angina di cui erano sofferenti regrediva, ma anche che si erano verificati dei notevoli miglioramenti dell'iperglicemia nei diabetici e della pressione arteriosa negli ipertesi, tanto che in molti casi l'assunzione di farmaci non appariva più necessaria. Da allora (era il 1976), più di 75.000 persone si sono diplomate ai corsi residenziali presso il suo Centro per la Longevità, rivolti alla promozione del cambiamento di stile di vita, e più di 65 studi clinici sponsorizzati dalla Fondazione Pritikin sono stati recensiti e pubblicati in riviste medico-scientifiche specialistiche [1]. Sebbene la possibilità di regressione delle placche arteriosclerotiche fosse già stata intuita quando Nathan Pritikin era ancora in vita, l'autopsia eseguita dopo la sua morte dimostrò che egli era effettivamente riuscito a fare regredire la propria malattia e che aveva le "arterie di un uomo giovane, insolitamente esenti da lesioni arteriosclerotiche" [2].

Dean Ornish - San Francisco

Partendo dal lavoro di Pritikin, il dr. Dean Ornish, un giovane cardiologo specializzatosi a Harvard, condusse uno studio clinico randomizzato su pazienti affetti da cardiopatia coronarica. Somministrando ai pazienti una dieta vegetariana molto semplice, a base di cibi non raffinati, con un apporto di grassi ridottissimo, abbinata ad esercizio fisico, a tecniche di gestione dello stress ed alla partecipazione a gruppi di supporto, riuscì a dimostrare con lo studio PET e con l'esame angiografico che "la maggioranza delle lesioni arteriosclerotiche potevano realisticamente regredire, a prescindere dall'età del paziente" [3-5].

Caldwell Esselstyn - Cleveland Clinic

In seguito, Caldwell Esselsyn della Cleveland Clinic ha dimostrato che un'alimentazione vegetariana semplice e naturale, molto povera di grassi, zucchero e sale, ma ricca di fibre, è in grado, da sola, di far regredire la malattia coronarica. 18 pazienti coronaropatici, trattati con terapia conservativa per 8 anni presso il reparto di cardiologia della Cleveland Clinic, con livelli medi di colesterolo di 237 mg%, nel corso dei precedenti 8 anni di osservazione avevano presentato 49 eventi cardiovascolari. Quando questi stessi pazienti furono arruolati in uno studio clinico (Esselstyn's Diet Trial), ed iniziarono il programma dietetico a base di cibi consumati "come colti" (abbinato, se necessario, all'uso di farmaci ipocolesterolemizzanti), i livelli medi di colesterolo scesero al di sotto dei 150 mg% e nei 12 anni successivi all'inizio del Trial vennero riportati 0 eventi cardiovascolari, non si registrarono decessi, non si resero necessari interventi chirurgici, né si ebbero casi di ictus cerebrale, e nel 100% dei casi si verificò l'arresto e la regressione della malattia coronarica [6-8].

Hans Diehl - CHIP

Più recentemente, il dr. Hans Diehl, un epidemiologo attivo nel campo delle malattie legate allo stile di vita, ha dimostrato che, se adeguatamente istruite, le persone sono in grado di modificare il proprio stile di vita. Il suo programma Coronary Health Improvement Project (CHIP-Progetto per il Miglioramento della Salute delle Coronarie, denominazione recentemente aggiornata in Complete Health Improvement Project, Progetto Completo per il Miglioramento della Salute), prevede l'arruolamento di 100-500 soggetti ad elevato rischio cardiovascolare (più rispettivi/e consorti) ed il loro inserimento in un ciclo di seminari formativi, per un totale di 40 ore, incentrato soprattutto sull'importanza dei fattori dietetici nello sviluppo e nella regressione di arteriosclerosi, diabete, ipertensione, nonché di tutta una serie di malattie gastrointestinali [9,10]. Questo programma viene oggi condotto presso molte comunità ed enti di tutti i continenti, a dimostrazione del fatto che istruire i pazienti a migliorare la propria salute puntando alla correzione delle cause della malattia e non al trattamento dei sintomi, è un obiettivo valido oltre che il modo più corretto di agire [11-12].

Implicazioni per il Sistema Sanitario Nazionale

Il potenziale risparmio per il Sistema Sanitario Nazionale implicito in un approccio medico imperniato sull'adozione di uno stile di vita più consono alla salute è di vasta portata. Da quando, circa 14 anni fa, ho introdotto nella mia vita i concetti propugnati da Pritikin, il mio stato di salute è notevolmente migliorato ed ho fatto risparmiare al Sistema Sanitario Nazionale del mio Paese (l'Inghilterra) una cifra ragguardevole, avendo ridotto radicalmente l'assunzione di farmaci ed il ricorso a visite mediche. Ora che negli USA svariate compagnie di assicurazione hanno già sottoscritto il "Programma di intervento sullo stile di vita del dr. Ornish" (spesso in alternativa ad interventi cardiochirurgici quali l'inserimento di bypass o l'angioplastica), risparmiando così milioni di dollari, forse anche il Sistema Sanitario Nazionale potrebbe incominciare a proporre ai cardiopatici in lista d'attesa per un intervento l'alternativa di apprendere uno stile di vita diverso.

E' triste dover constatare che molti medici ancora ignorino o non vogliano credere che, nella maggioranza dei casi, l'angina pectoris può essere curata facendo sì che i pazienti introducano nel proprio stile di vita le giuste scelte alimentari.

Tabella: Facciamo un confronto

Alimento (in % sull'apporto calorico totale) Dieta Occidentale Media Dieta Ottimale
Grassi e olii 37% <15%
Proteine 15% 10-15%
Carboidrati complessi 25% 65-70%
Carboidrati semplici 23% <7%
Colesterolo (mg al dì) 400 <50
Zucchero (cucchiaini al dì) 35 <10
Sale (g al dì) 12-15 <5
Fibre (g al dì) 12 <=40
Acqua (bicchieri al dì) minime 8-10

Bibliografia

  1. Pritikin N Optimal dietary recommendations: a public health responsibility, Prev Med. 1982 Nov; 11(6):733-9.
  2. Hubbard JD, Inkeles S, Barnard RJ Nathan Pritikin's heart, N Engl J Med. 1985 Jul 4; 313(1):52.
  3. Ornish D, Brown SE, Scherwitz LW, Billings JH, Armstrong WT, Ports TA, McLanahan SM, Kirkeeide RL, Brand RJ, Gould KL Can lifestyle changes reverse coronary heart disease? The Lifestyle Heart Trial, Lancet 1990 Jul; 336(8708):129-33
  4. Ornish D, Scherwitz LW, Billings JH, Brown SE, Gould KL, Merritt TA, Sparler S, Armstrong WT, Ports TA, Kirkeeide RL, Hogeboom C, Brand RJ Intensive lifestyle changes for reversal of coronary heart disease, JAMA. 1998 Dec 16; 280(23):2001-7.
  5. Gould KL, Ornish D, Scherwitz L, Brown S, Edens RP, Hess MJ, Mullani N, Bolomey L, Dobbs F, Armstrong WT, Merritt T, Ports T, Sparler S, Billings J Changes in myocardial perfusion abnormalities by positron emission tomography after long-term intense risk factor modification, JAMA 1995 ; 274:894-901
  6. Esselstyn CB Jr, Ellis SG, Medendorp SV, Crowe TD A strategy to arrest and reverse coronary artery disease: a 5-year longitudinal study of a single physician's practice, J Fam Pract. 1995 Dec; 41(6):560-8.
  7. Esselstyn CB Jr Updating a 12-year experience with arrest and reversal therapy for coronary heart disease (an overdue requiem for palliative cardiology), Am J Cardiol. 1999 Aug 1; 84(3):339-41, A8.
  8. Esselstyn CB Jr Resolving the Coronary Artery Disease Epidemic Through Plant-Based Nutrition, Prev Cardiol. 2001 Autumn; 4(4):171-177. -> Traduzione in italiano
  9. Diehl HA. Reversing Coronary Artery Disease. In: Temple NJ and Burkitt DP, eds. Western Diseases: Their Dietary Prevention and Reversibility. Totowa: Humana Press;1994:237-316.
  10. Diehl HA Coronary risk reduction through intensive community-based lifestyle intervention: the Coronary Health Improvement Project (CHIP) experience, Am J Cardiol. 1998 Nov 26; 82(10B):83T-87T.
  11. Englert HS, et al. Community-based Coronary Risk Reduction: The Rockford CHIP Program. Submitted to Prev Med 2002.
  12. Aldana SG, Greenlaw R, Diehl HA, Englert H, Jackson R Impact of the coronary health improvement project (CHIP) on several employee populations, J Occup Environ Med. 2002 Sep; 44(9):831-9.

Published Online: 8 Dec 2004 (ultima revisione 2013) -- Copyright © by SSNV / All rights reserved.